Il coraggio di osare nell’arredamento

Vi siete mai chiesti perché ogni tanto avete il bisogno di cambiare l’arredamento?

Il bisogno di cambiare l’arredo, i colori e i dettagli della casa che arriva in determinati momenti non è casuale e non deriva dal fatto che ci stanchiamo di un colore o di un assetto, ma è dovuto a qualcosa che è cambiato in noi: potremmo sostituire il “mi sono stancata di questo mobile” con un “sono cambiata e questo mobile non mi rispecchia più”. Questo meccanismo avviene spontaneamente e in tempi diversi per ciascuno di noi: a qualcuno capita ogni anno, ad altri poche volte in una vita.

Faccio un esempio per farmi capire meglio: quando scegliamo un colore e un’atmosfera per la casa, senza esserne consapevoli optiamo per ciò di cui abbiamo bisogno psicologicamente, e pertanto lo ricerchiamo per compensazione, per stare bene in casa. Potrebbe succedere che si scelgano toni del blu scuro e molto saturi perché stiamo vivendo un periodo di grande vitalità e dinamismo, e abbiamo bisogno del potere rilassante e di stasi che porta il blu, agevolando mente e corpo in momenti di tranquillità, possibili anche nelle giornate più vorticose che viviamo.

Al contrario, se la scelta ricade su colori accesi come l’arancione e il giallo, che sprigionano vibrazioni gioiose e conviviali, molto probabilmente è perché fuori casa viviamo in ambienti cupi e grigi, e vogliamo tornare a casa per ricaricarci con le vibrazioni energiche dei colori caldi.

È molto importante capire a quale bisogno risponde la scelta di un colore, e inserirlo nello spazio giusto per rispondere correttamente. Mi spiego meglio: se, come nel primo esempio, cogliamo la necessità di un ambiente che rilassi la mente, fermi lo stress e ci riporti al nostro io, il blu e il viola sono sicuramente la scelta corretta. Non sarebbe però giusto inserirli nella stanza della convivialità (come colore dominante), come il living o il salotto, dove è opportuno che ci sia energia gioiosa e conviviale. Sarà invece perfetto in uno spazio meditativo dedicato, come la camera da letto, o in un angolo del soggiorno dove posizionare una poltroncina, un cuscino o una lampada per un momento di decompressione dal logorio caotico della giornata.

Come ho detto sopra ci sono colori che portano energia e gioia ed altri che facilitano il rilassamento e la calma e sono utili a creare l’ambiente di cui abbiamo bisogno. Parlando del colore migliore per se e per un ambiente non intendo che debbano esserci solo quelli ma che la dominanza sia rispettata concentrandoci sull’armonia cromatica e volumetrica dello spazio— valutata nel suo insieme, non colore per colore — che è ciò che nel complesso coinvolge l’individuo che lo abita. Perciò va benissimo inserire anche colori come il verde ed il blu nelle zone conviviali l’importante è dosarli nelle corrette proporzioni senza che diventino dominanti. Per fare un altro esempio, ci piace il letto con la testata giallo senape? va benissimo, bisognerà creare un contesto cromatico in cui l’energia del giallo è bilanciata da una predominanza di tinte rilassanti ed intime.

Lo stesso equilibrio funziona con altri colori caldi: il velluto ruggine di una testata, o il giallo senape contro pareti che restano il vero punto fermo dell’ambiente.

Capito il perché scegliamo certi colori, resta un’altra domanda: perché allora, spesso, non li scegliamo affatto?

Generalmente ci ritroviamo con case tutte uguali e monotone, se non addirittura monocrome, per la fatidica paura del “e se poi mi stanco”. Ma “se poi mi stanco” posso sempre variare, e proprio parlando di pareti di casa è la scelta più semplicemente coraggiosa che possiamo fare, perché è molto più semplice variare una parete rispetto a un mobile. Colori e wallpaper possono conferire stile e carattere ad arredi di qualità ma dai colori neutri. Ecco perché, proprio in un living anonimo o nella classica cucina chiara e spoglia, una parete rivestita dal disegno che ci piace — o meglio, che ci rappresenta ora — è la scelta migliore.

Per i meno coraggiosi ci sono invece zone della casa in cui inserire una parete decorata senza paura di stancarsi. Parliamo di tutte le zone di passaggio, come corridoi, atri e disimpegni. Fino ad arrivare alla parete della testata del letto, che non vediamo quando stiamo a letto, o alla parete dietro al divano, che non vediamo quando guardiamo la tv o leggiamo. Tutti luoghi in cui godiamo dell’effetto cromatico, avvolgente, scenografico e stilistico che conferisce una parete tappezzata di carta da parati, senza “stancarci”.

Il colore, dunque, deve essere il vostro mezzo per sentirvi meglio in casa. E non solo: a volte il coraggio di osare è anche il coraggio di andare controcorrente, di esprimere ciò che vi piace, mettendo a tacere quella vocina che chiede “e se poi mi stanco?”.

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