Negli anni 2000 il cosiddetto ingresso di casa è stato eliminato dalle planimetrie di nuove costruzioni e di progetti di ristrutturazione. Eppure è un elemento molto importante per una casa funzionale e ordinata, con benefici concreti sull’abitare.
Perché l’ingresso è scomparso dalle case moderne
La scomparsa di questo spazio, insieme alla scarsità di disimpegni, è legata all’aumento della domanda abitativa e al conseguente aumento dei costi delle case. Le famiglie sono state costrette a cercare metrature più piccole per potersi permettere una casa, soprattutto in città. Come risposta, il mercato immobiliare ha prodotto abitazioni più compatte, unendo o eliminando stanze e concentrando più funzioni in un unico spazio.
Questo fenomeno ha da un lato ampliato le possibilità di acquisto, rendendo accessibili planimetrie più piccole. Dall’altro ha portato ad accettare un nuovo concetto di abitare, che potremmo definire “multitasking”: la multifunzione viene raccontata come un vantaggio, ma spesso nasconde semplicemente la mancanza di spazio e di un abitare funzionale e confortevole.
Le esigenze fisiche e psicologiche delle famiglie sono cambiate insieme al cambio di vita fuori casa. Rispetto al modello di vita attuale, in cui il lavoro ci tiene fuori casa dalle 8 alle 12 ore, la casa è diventata erroneamente solo il luogo dove dormire. Proprio per l’aumento dello stress quotidiano, dovrebbe invece essere sempre più un luogo per rigenerarsi e ritrovare se stessi: abitare la casa, non solo riposarci come in un dormitorio.
Il doppio valore dell’ingresso: pratico ed emozionale
L’ingresso ha due valenze fondamentali per un abitare sereno: valore pratico e valore emozionale.
Dal punto di vista pratico, ha la funzione di liberarci di tutto ciò che ci è servito durante la giornata fuori, riponendolo nel posto giusto, evitando che lo sporco della strada arrivi oltre l’ingresso.
Dal punto di vista psicologico, il suo valore è forse ancora più importante: è la camera di decompressione tra la dimensione pubblica e quella privata. Ci si spoglia, fisicamente e mentalmente, degli abiti e dei ruoli indossati per il lavoro, e si torna se stessi. Il corpo si rilassa, cadono le barriere, e ci si abbandona alla spontaneità dell’essere e del vivere.
Tutto molto bello e poetico, direte voi. Ma veniamo al dunque: come gestire la mancanza dell’ingresso, o come attrezzarlo per chi la fortuna di averne uno ce l’ha?
Come organizzare l’ingresso di casa: i gesti fondamentali
Ci sono alcune azioni fondamentali quando si rientra in casa, che devono trovare una risposta pratica per lasciarci immediatamente alle spalle la giornata lavorativa e mantenere ordine in casa:
- riporre le chiavi
- riporre borse o zaini
- togliersi cappotto e giacca
- togliersi le scarpe
- appoggiare la posta
- indossare abiti comodi
- lavarsi le mani
- posare il telefono da qualche parte
E voi, cos’altro fate quando rientrate a casa?





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verissimo infatti io patisco la totale assenza di questo spazio. Ci sono spunti ti interessanti.
Vorrei sapere dal punto di vista cromatico qual è il colore più adatto alle pareti dell ingresso